Tutti conoscono la grandezza artistica di Donatello, uno dei massimi scultori del 400, colui che studia approfonditamente l'arte antica, ma che è stato capace di infonderle nuova linfa e una moderna sensibiità. In questa rubrica ci occupiamo di un suo gruppo equestre famoso, il primo pervenuto fino a noi, dal momento che gli esemplari d'età medioevale sono andati perduti e anche il monumento rinascimentale a Niccolò iii d'Este, alto la metà di quello donatelliano, fu distrutto nel 1796. Grande esponente della civiltà del Rinascimento, Donato di Niccolò di Betto Bardi, detto Donatello (Firenze, 1386/1466), realizza il monumento equestre al Gattamelata durante il soggiorno a Padova, dove arrivò nel 1433 e rimase per 10 anni; gli era stata commissionata la statua equestre di Erasmo da Narni, valente condottiero della Repubblica Veneta, morto in quello stesso anno. Dopo 13 secoli l'Artista avrebbe dovuto replicare una delle opere più famose della storia antica: il gruppo equestre di Marco Aurelio. A questo capolavoro dell' Antichità egli certamente s'ispirò, ma accentuò il realismo del cavallo, mentre la figura del Gattamelata sicuro di sé, virtuoso e pensoso, diviene il simbolo tangibile dell'eroe rinascimentale. Posto su un grande basamento di marmo, sepolcro del condottiero, il meraviglioso gruppo bronzeo, che da quasi 6 secoli si eleva nella piazza di fronte alla Basilica padovana di Sant'Antonio, ha bisogno ormai di un restauro e da pochi giorni è stato prelevato con la massima cura e con tutti i più moderni mezzi di trasporto per trasferirlo nei luoghi deputati al delicato intervento.
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Donatello, monumento equestre al Gattamelata, 1433/52, bronzo, h. 3.90 cm, Padova
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In primo piano naturalmente la Soprintendenza competente e il direttore dell’Istituto Centrale del Restauro (ICR) Luigi Oliva, che seguono istituzionalmente l’intero processo di restauro conservativo. Nella fase diagnostica voluta dalla Delegazione e poi condivisa con il Ministero e la Soprintendenza, sono entrati in campo gli esperti che ruotano attorno all’ Università di Padova, in particolare il CIBA, diretto da Rita Deiana.
La statua, secondo l’ICR, mostra comportamenti corrosivi “gravemente interferenti nella lettura dell’opera”, depositi che “creano un substrato igroscopico che favorisce i fenomeni di corrosione elettrochimica del metallo“ e deiezioni dei piccioni che innescano “fenomeni corrosivi, causando un’aggressione acida della superficie“. Acuni punti di corrosione sono anche dovuti ai cloruri, ai solfati e agli ossidi. Bisogna ricordare che il Gruppo Equestre, data l’età di creazione, è il prodotto di almeno 36 pezzi diversi, assemblati con tecniche differenti. Per ben due volte a causa delle guerre mondiali l’opera è stata portata via dalla Piazza e rimontata in epoca di pace con “ancoraggi” instabili, che hanno causato dei fuori asse, come è avvenuto tra sella e sottosella, ove la mancanza di contatto ha procurato una fessura in cui sono entrati guano e inquinanti. Dunque un restauro necessario! Il Gattamelata, come già sottolineato, è la prima realizzazione rinascimentale di un grandioso gruppo equestre (h. 390 cm, mentre il Marco Aurelio ha un'altezza maggiore, ovvero 4,24 cm); tuttavia alcuni decenni più tardi un altro grandissimo pittore e scultore, Andrea del Verrocchio, sarà chiamato a creare per la Repubblica di Venezia una nuova statua bronzea a cavallo dedicata al condottiero veneziano Bartolomeo Colleoni (1480/88).
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Andrea del Verrocchio, statua equestre di Bartolomeo Colleoni, bronzo h.395 cm., 1480/ 88. Campo San Zanipolo, Venezia |
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Leonardo da Vinci, studio per un gruppo equestre a Milano, sanguigna, h. 7 m. 1482 |
L'opera del Verrocchio pur prendendo a modello l'impostazione del gruppo donatelliano, differisce per la forte carica vitale del cavallo che avanza con foga e per la figura iattante del condottiero, ritto in arcioni, fiero e terribile pronto alla battaglia. Il Gattamelata è invece un uomo che medita, un saggio e ponderato protagonista della storia, che assieme al suo docile cavallo ispira sicurezza e fiducia. Il Colleoni è figura dinamica e in divenire: sprezzante travolge il popolo per conquistare il suo posto nella storia. L'unico grande rammarico per noi è quello di non poter godere del colossale monumento progettato da Leonardo da Vinci per il duca di Milano Ludovico il Moro e già pronto nel modello in creta nel 1493, che sarebbe risultato il più grande gruppo equestre mai concepito, alto ben 7 metri ! La guerra contro i francesi invasori del Ducato
spense il sogno incompiuto del genio!
Tornando al restauro del Gattamelata, presso l'ex Museo Civico, dove sono stati ricoverati la statua donatelliana e il grande basamento marmoreo, dovranno essere completate le ulteriori indagini diagnostiche propedeutiche al restauro, già avviate fin dal 2023 grazie al finanziamento straordinario del Ministero della Cultura e in seguito si darà inizio all'intervento conservativo. Tutto ciò avverrà dinanzi al pubblico di visitatori che potrà seguire i lavori: ciò farà meglio conoscere il capolavoro di Donatello oltre ad evidenziare la competenza specialistica dei nostri restauratori, considerati a buon diritto tra i migliori del mondo.
Il restauro si prevede possa durare un anno, poi si dovrà stabilire la ricollocazione dell'opera: all'esterno, come prima, oppure creare una copia, similmente al Marco Aurelio, per poter conservare l'originale al chiuso?. Ai posteri l'ardua sentenza…
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Marina Turco, laureata in Lettere Moderne, giornalista e scultrice
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