Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
 
Work in progress - Anno XX - n.85 - Ottobre - dicembre 2025
ARTE e TRADIZIONI POPOLARI 

La "festa dei morti "in Messico con gli scatti di FABIO AMICUCCI
di Bruna Condoleo


In questa rubrica abbiamo voluto ricordare la Festa dei morti che si commemora nel Messico con l'ausilio di alcuni suggestivi scatti di un bravo fotografo romano, Fabio Amicucci, amante dei viaggi e curioso di antichissime tradizioni popolari. Abbiano così affiancato la conoscenza di una festività messicana, tuttora molto sentita dal popolo, con l'arte fotografica, capace di immortalare le più diverse esperienze della vita. Fabio Amicucci è un fotografo pieno di interessi e di curiosità, che possiede la singolare capacità di captare i sentimenti e l'interiorità degli esseri umani e questo immedesimarsi nell'altro riempie di sostanza umana i suoi scatti. L'amore per Paesi lontani e per popolazioni e usanze diverse dalla nostra civiltà ha spinto il Fotografo a realizzare dei reportage molto suggestivi sin dal 2009, data del primo viaggio in Messico, cui è seguito un secondo nel quale sono state realizzate foto riguardanti la ricorrenza dei defunti, El Dìa de los muertos, un lungo rito collettivo pieno di spiritualità e di fascino arcano. "Il mio obiettivo – spiega Fabio Amicucci- è mostrare come un giorno vissuto in maniera triste nel resto del mondo, sia invece atteso e partecipato con gioia in Messico e specialmente in alcuni Paesi del Nord Ovest, dove persiste una tradizione ancestrale sentita come parte integrante del tessuto culturale delle popolazioni indigene."



Fabio Amicucci. La notte nei cimiteri accanto ai defunti (dal fotoreportage del 2013)


Si tratta di celebrazioni in cui si portano al cimitero cibo, bevande, fiori e si decorano le tombe con fotografie per ricordare i giorni trascorsi assieme ai defunti. I fiori per i morti sono i cempasuchil, dai petali color arancione con cui si tappezzano i sentieri su cui si celebrano i riti; inoltre si preparano dolci come il pan de muerto e i teschi di zucchero e si danza con musiche gioiose. I giorni festivi sono il 31 ottobre vigilia della festa, il 1 novembre dedicato ai bambini defunti e il giorno 2 dedicato a tutti i morti. " I riti di queste genti -continua Anicucci - non rappresentano un semplice modo per esorcizzare la morte, ma si tratta di una vera e sincera accettazione di un evento assolutamente naturale, idea che si è persa nella nostra civiltà post -industriale, mentre per loro si tratta di un momento che fa parte della vita e viene esaltato dal popolo tramite credenze e cerimonie arcaiche capaci di far divenire unico El Dia de los Muertos, una festa destinata a tutti per rinvigorire il sentimento di appartenenza a una comunità." Con i suoi scatti Fabio Amicucci ha inteso catturare l'atmosfera di questi momenti in bilico tra sacralità e riti profani e così precisa: "Il mio scopo è fermare in uno scatto i suoni e i profumi, i volti, i gesti, i colori e l'atmosfera di un evento unico nel suo genere, che diviene fattore di coesione, di unità territoriale ed etnica e di condivisione etica". Dunque non una ricorrenza dolorosa e malinconica, ma una festa cui partecipa un'intera collettività.






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Fabio Amicucci. La suggestiva cerimonia messicana nel cimitero, addobbato con candele e fiori



Oggi, nel caos e nella frenesia della vita contemporanea, volta al consumismo sfrenato e alla velocità, non riusciamo più a dare valore al senso del tempo e del ricordo, poiché si sono perdute, assieme alle antiche tradizioni, anche le opportunità per ricordare chi siamo, troppo presi dalla ricerca di un benessere che ci ha distratto dagli autentici valori della vita. Se riuscissimo a guardare queste popolazioni apprezzando il significato profondo dei loro riti, senza alcun preconcetto e con sincera partecipazione, forse comprenderemmo che sono lo specchio di come eravamo tanto tempo fa, prima di diventare degli individui cinici e superficiali. Dal punto di vista tecnico l'uso che Amicucci fa del colore aiuta a esaltare il senso di festa della giornata messicana dei Morti, mentre durante gli scatti effettuati la sera durante i riti consueti la predominanza gialla e calda della luce delle candele rende al meglio l'atmosfera onirica di questo "Pueblo Magico". Il Fotografo riprende i diversi momenti della festa popolare creando una riproduzione fedele e lineare dell'evento, con l'unico scopo di mostrare la forza e la bellezza delle tradizioni popolari di Michoacan e di Patzcuaro nel Dia de los Muertos, lasciando che sia chi guarda a captare e interpretare il senso profondo delle immagini, secondo la propria sensibilità.


Fabio Amicucci . Un altro suggestivo scatto che mostra la vicinanza spirituale e fisica del popolo con i defunti (2013)


Nota biografica
Nato a Roma nel 1975 Fabio Amicucci diventa fotografo quasi per caso al ritorno di un viaggio quando, piacevolmente sorpreso dai risultati delle sue foto amatoriali, pensa di aver trovato la sua vera ispirazione. Perciò tra il 2000 e il 2004 frequenta alcuni corsi presso l'agenzia fotografica romana Cromatica, grazie alla quale stringe rapporti di grande stima reciproca con alcuni professionisti del campo, come Giancarlo Ceraudo, photoreporter che avrà un ruolo fondamentale nella crescita professionale di Fabio, a cui insegna alcune "libertà" tecniche che servono ad aumentare il proprio potenziale espressivo. Dopo aver conseguito un attestato di fotografo presso la Regione Lazio, frequenta uno stage di reportage curato da Giorgio Cosulich, fotogiornalista palermitano e collabora con Agenzie che si occupano di grandi eventi, in particolare di prime cinematografiche con l'agenzia Showtime. Con la fotografa Stephanie Gengotti ha realizzato progetti di reportage intorno a temi legati all'immigrazione in Italia e viaggia in Germania, Francia, Inghilterra, Olanda e fuori dall'Europa, sempre alla ricerca di varia umanità. La solitudine e l'isolamento sono temi di grande impatto in cui Amicucci si è spesso cimentato, cercando di evidenziare attraverso la fotografia le ansie e le problematiche della vita contemporanea, che appiattisce le individualità, che distrugge le ambizioni, gettando l'uomo nella frustrazione e nella depressione.




Bruna Condoleo, storica dell'arte e del costume, saggista e curatrice di mostre e cataloghi d'arte




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