Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Work in progress - Anno XX - n.85 - Ottobre - dicembre 2025
GALLERIE IN RETE 
Lugano. Ferdinand HODLER - Filippo FRANZONI. Un sodalizio artistico
di Giorgio Folena

La bella mostra che si sta svolgendo a Lugano nel Museo d’arte della Svizzera italiana dal titolo “ Ferdinando Hodler- Filippo Franzoni. Un sodalizio artistico” intende mettere in luce il dialogo pittorico tra due artisti svizzeri, legati da amicizia e da vicinanze stilistico-estetiche.
Nato a Locarno nel 1857 Filippo Franzoni studia a Milano all’Accademia di Belle Arti di Brera e si unisce dapprima ai pittori Scapigliati lombardi; poi trasferitosi a Ginevra ritorna al primo amore: la pittura di paesaggio. Ferdinando Hodler, nato a Berna nel 1853, è considerato uno dei più interessanti pittori simbolisti a livello internazionale. A partire dal 1890 i due artisti s’incontrano in esposizioni nazionali ed estere e, legati dal comune fascino per il paesaggio, dipingono i luoghi a loro cari: Hodler il lago Lamano e le Alpi svizzere, Franzoni il lago Maggiore e i dintorni di Locarno. La mostra al MASI espone 80 dipinti testimonianza di questo sodalizio artistico, i quali mettono in evidenza l’evoluzione della reciproca attività fino al primo decennio del ‘900. Condividendo la scelta di scenari e vedute naturalistiche, il percorso dei due pittori è segnato da un graduale distacco dall’accademismo dominante per acquisire una più libera interpretazione del paesaggio che riuscisse a sublimare l’immagine dal mero dato reale.  





Filippo Franzoni,
L'isolino con bambine,
1900 circa, olio su tela, Collezione Cittą di Locarno






Filippo Franzoni,
Delta della Maggia
1895 circa, olio su tela,
Comune di Chiasso, deposito della Confederazioone Svizzera, Ufficio Federale della cultura, Berna


Hodler ama semplificare i paesaggi e il suo stile diafano e senza tempo mette in luce l’aspetto spirituale e simbolico della natura; anche Franzoni, benchè più romantico, ama dipingere vedute naturali essenzializzate e nelle tele più riuscite raggiunge l’effetto di un’atmosfera quasi mistica, soprattutto nei dipinti che ritraggono il lago di Ginevra. Le cose rappresentate perdono di plasticità grazie a un’astrazione cromatica, come accade in “Delta della Maggia”. Il dipinto, fra i più famosi, è una veduta del Lago Maggiore ove prevale l’azzurro-turchese che avvolge lago e montagne. Holder si affermerà a livello europeo anche dopo il 1900, divenendo membro della Secessione viennese e durante questo periodo le sue opere appaiono  sempre meno realistiche, tanto che i paesaggi alpini come i ritratti, essenzializzati al massimo, sembrano anticipare l’espressionismo tedesco; Franzoni, invece,  tenderà verso una ricerca intimistica e cupa, derivante dalle difficili condizioni di vita e dalla malattia che lo condurrà alla morte a soli 54 anni nel 1911.





F. Holder
(Am Ufer der Maggia am Abend)
Sulle rive della Maggia di sera
1893, olio su tela,
Kunsthaus Zurich, 1912






Ferdinand Hodler,
(Genfersee am Abendvon Chexbres aus), Lago di Ginevra di sera visto da Chexbres
1895, olio su tela,
Kunsthaus Zurich
Deposito Confederazione Svizzera, Ufficio Federale della cultura, Fondazione Goffredo Gottfried Keller, Berna, 1965

La mostra al MASI è  accompagnata da un catalogo edito da Edizioni Casagrande Bellinzona (versione italiana) con testi di Cristina Sonderegger, Monika Brunner e Veronica Provenzale e una prefazione di Tobia Bezzola, direttore  MASI Lugano. 
L’interessante esposizione si concluderà alla metà di agosto 2025.



Giorgio Folena, laureato in Scienze della comunicazione e scrittore




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