Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Work in progress - Anno XIX - n.79 - Aprile - giugno 2024
RITRATTI E AUTORITRATTI 

DE NITTIS. Pittore della vita moderna
di Bruna Condoleo



Palazzo Reale a Milano dedica al pittore pugliese Giuseppe De Nittis una ricca mostra dal titolo De Nittis. Pittore della vita moderna, in cui, accanto ai numerosi dipinti donati dalla moglie Léontine Gruvelle alla Pinacoteca di Barletta, città natale del pittore, figurano opere provenienti dai più prestigiosi musei italiani e stranieri, fra cui il Musée d’Orsay e Le Petit Palais di Parigi, gli Uffizi di Firenze e la GAM di Milano




Giuseppe De Nittis, Il ritorno dalle corse (La signora col cane), 1878 olio su tela, 150x90 cm- Civico Museo Revoltella - Galleria d'arte moderna, Trieste © Archivio fotografico del Museo Revoltella - Galleria d'Arte Moderna, Trieste



Giuseppe De Nittis, Il Kimono color arancio, 1883-1884 ca , olio su tavola, 42x31 cm. Collezione privata, courtesy Marco Bertoli © Archivio Gallerie Maspes, Milano


Illustratore attento delle consuetudini della ricca borghesia intellettuale francese, De Nittis, l'italien de Paris, è uno dei pochi artisti italiani che sia riuscito a farsi apprezzare nella Ville Lumiére, grazie al suo stile sapiente, a volte virtuosistico. Le corse a Longchamps, gli eleganti salotti della Città, i ritratti della bella moglie francese e degli amici, le serate a teatro e i diversi momenti di una società che esalta la joie de vivre, tutto ciò vive nei suoi dipinti con la freschezza di un realistico reportage, mai superficiale o manierato. Formatosi prima a Napoli, poi a Firenze, una volta a Parigi l’Artista aderisce al nuovo clima impressionista e le sue tele, al di là di complicati teoremi sociali ed esistenziali, traducono con sincera partecipazione il dipanarsi della vita moderna delle classi più agiate, con i loro riti eleganti e gli svaghi esclusivi, come le corse dei cavalli o i balli alla moda, tanto cari a Renoir, dipingendo con cura abiti femminili e preziosi arredamenti di interni signorili. La vicinanza all'Impressionismo è in realtà più tematica che non pittorica: la sua tecnica, infatti, mai completamente dimentica delle radici classiche, ha un tocco leggero e rapido, ma mantiene una propria originalità rispetto alla pennellata impressionista a virgola, tipica della nuova estetica francese.




Giuseppe De Nittis, Westminster, 1878 olio su tela, 110x192 cm Collezione privata, courtesy METS - Marco Bertoli, Modena © Archivio Enrico Gallerie d'Arte, Milano




Giuseppe De Nittis, Piccadilly (Giornata invernale a Londra), 1875 olio su tela, 84x120 cm. Coll. privata, courtesy METS - Gallerie Maspes, Milano © Archivio Gallerie Maspes, Milano



Giuseppe De Nittis, Colazione in giardino, 1883 olio su tela, 81x117 cm. Pinacoteca Giuseppe De Nittis, Barletta


Purtroppo la morte precoce, a soli 38 anni nel 1884, quando nel Salon parigino era esposta la sua affascinante opera "Colazione in giardino", impedirà a De Nittis di evolvere la propria esperienza artistica, ormai spinta verso successi e riconoscimenti anche da parte della critica francese più severa. Ribelle a qualsiasi insegnamento tradizionale, Giuseppe de Nittis (Barletta 1846) scopre ben presto la libertà di dipingere dal vero ed è cofondatore a Napoli nel 1863 della Scuola di Resina, il cui programma antiaccademico era volto verso un'immediatezza espressiva, contrapponendosi alla pittura di storia, al tempo in voga, e promuovendo una pittura di paesaggio contadino e rurale alle falde del Vesuvio, liberata dai condizionamenti letterari o accademici. In questo periodo De Nittis, appena ventenne, dipinge panorami tipicamenti meridionali, stradine di campagna oppure marine dove il cielo, l'acqua e la terra sono racchiusi in stretti orizzonti paralleli. La sua formazione continua poi a Firenze nell'ambiente dei Macchiaioli, ma già nel 1867 compie il primo viaggio a Parigi, dove si trasferisce definitivamente cinque anni dopo. Qui la sua arte prende ritmi e tematiche diverse; conosce i i pittori impressionisti e in particolare stringe amicizia con Gustave Caillebotte ed Edgar Degas, che lo invitano a partecipare nel 1874 alla prima esposizione della Nouvelle peinture, la pittura en plein air, inaugurata presso lo studio del fotografo Gaspard Félix Nadar, pittore, intellettuale, aeronauta, ma soprattutto pioniere della fotografia moderna.




Giuseppe De Nittis, Il salotto della principessa Mathilde, 1883 olio su tela, 74 x 92,5 cm. Pinacoteca Giuseppe De Nittis, Barletta ©




Giuseppe De Nittis, L'amazzone al Bois de Boulogne, 1875 ca olio su tela, 31,5 x 42,5 cm. Museo delle Raccolte Frugone, Genova ©



Giuseppe De Nittis, La National Gallery e la chiesa di Saint Martin a Londra, 1878 olio su tela, 71x105,5 cm. Petit Palais, Musée des Beaux-Arts de la Ville de Paris © Paris Musées / Petit Palais musée des Beaux-Arts de la Ville de Paris



Nel 1870 Edouard Manet aveva regalato un quadro intitolato Au Jardin per ringraziae l'artista di averlo ospitato nella sua casa di campagna; a contatto con questi innovativi pittori De Nittis dipinge molti soggetti e scene all’aria aperta, ritraendo spesso la sua donna, Léontine, in barca sull'acqua o in un giardino. La sua pittura si mostra subito come l’immagine della felicità e dell'istante, interessata a fermare episodi quotidiani, passeggiate al sole, momenti gioiosi, lontani dai rovelli del pensiero.
De Nittis è il vero e talentueux paesaggista delle vie parigine, scriveva Jules de Goncourt nel suo Giornale nel 1883 e infatti bellissime sono le tele che immortalano le strade, i monumenti, le rive della Senna e i ponti che scavalcano il fiume. Dal 1873 al 1874 il pittore lavora con successo anche a Londra dove dipinge l'animazione della città moderna con grande attenzione per il dettaglio e un realismo carico di inventiva cromatica. Accanto a questa produzione ufficiale De Nittis si dedica a una serie di paesaggi "atmosferici", influenzati da William Turner e James Abbott Whistler, grandi protagonisti del romanticismo inglese e statunitense, rappresentando spesso Westminster con le caratteristiche torri immerse nella nebbia. Il suo gusto per le inquadrature insolite suggerisce rimandi evocativi ai quadri degli stessi soggetti creati da Monet e da Manet, ma tornato a Parigi, i campi di corse di Auteuil e di Longchamp diventano uno dei temi preferiti da De Nittis. Lluoghi di incontro e di socievolezza, gli ippodromi offrono al Pittore l'opportunità di ritrarre non tanto le corse dei cavalli e i loro dinamismi, alla stregua dell’amico Degas, quanto le eleganti silhouettes delle parigine che sistemano l’ occhialetto per vedere una carrozza lanciata al trotto o attendono in piedi su una sedia l'arrivo del cavallo vincitore!

Giuseppe De Nittis , Foro a Pompei, 1875 olio su tela, 80 x 56 cm. Courtesy Società di Belle Arti, Viareggio ©

Grazie a una predilezione per le tinte scure e per il nero, come si evince dalle tele più famose, i suoi dipinti mostrano una singolare raffinatezza e un gusto per una sintesi cromatica di sapore musicale.
Con Manet e Degas l’Artista è tra i primi a sperimentare la tecnica del pastello nelle opere di grande formato ed è tra i migliori esponenti del “giapponesismo” in pittura sapendo proporre particolari arditezze compositive, soprattutto nelle opere tarde. Tra le ultime tele, come già citato, vi è l’incantevole «Colazione in giardino», in cui ritrae intorno alla tavola della colazione la bella moglie Léontine e il figlio, mentre sulla tovaglia un tovagliolo sgualcito sembra evocare tristemente l’ assenza  dell’Artista che, colpito da congestione cerebrale, il 21 agosto 1884, muore a soli 38 anni.  “La morte di quest’uomo di trentotto anni – scrive il letterato de Goncourt dopo la sepoltura al cimitero Père Lachaise - di questo ragazzo così gentile, così fine nel colmarvi di gioia e piacere, di questo pittore così pittore, tranne che per gli invidiosi e i nemici, ha suscitato una simpatia del tutto naturale ed è commovente e meraviglioso il lusso dei fiori posati sulla sua bara”.


Promossa dal Comune di Milano Cultura con il patrocinio del Ministero della Cultura Italiano, la mostra De Nittis. Pittore della vita moderna, curata da Fernando Mazzocca e Paola Zatti, sarà visitabile a Palazzo Reale fine al 30 giugno 2024.



Bruna Condoleo, storica dell'arte, giornalista, curatrice di mostre e di cataloghi d'arte