5n.84 r5B Rubrica RITRATTI AUTORITRATTI -
Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Work in progress - Anno XX - n.85 - Ottobre - dicembre 2025
RITRATTI E AUTORITRATTI 

Ritratto d' artista: VITO BERARDI
"L'arte è l'eliminazione del superfluo" (P. Picasso)

di Bruna Condoleo



Vito Berardi, Cavallo, legno e metallo, cm. 250x130x70. 1988



Qual è il fine di un artista nell'età presente? L'arte contemporanea ci ha insegnato che la creatività più apprezzabile è quella che nasce da una necessità di interpretare il presente con tutte le problematicità, le contraddizioni, le solitudini e le speranze umane. L'arte esplora il divenire, denuncia e trasfigura, spesso urla sentimenti ed emozioni: visionando le opere dello scultore Vito Berardi si intuisce come l'analisi del presente vissuto con responsabilità ed empatia costituisca la peculiarità del suo messaggio. Al pari di un antico artifex, pur utilizzando con competenza tecnica i materiali classici della scultura, dal marmo al bronzo, Vito Berardi predilige il processo per "via di togliere", che permette all'artista, dalla pietra al legno, di modellare attraverso l'esperienza demiurgica una forma che è sempre creazione ex novo di una realtà. Le tormentate opere degli anni '70 e '80 sono divenute strutture razionalizzate in volumi scolpiti con vigore plastico; l' istinto scultoreo gli fa preferire modi figurativi soltanto in parte debitori della realtà, vivificati invece dall'apporto di un'essenzialità propria dei linguaggi primitivi.




Vito Berardi, testa, pietra cm.37x30x25, 1977


Vito Berardi, I volti dell'uomo, pietra cm.37x30x25, 1977

Se fin dall' inizio dell' attività artistica è stata la figura umana a suggestionare la sua ispirazione in opere come "Il padre", "Gli amanti", "Il bacio"; in tempi più recenti è la natura sua musa ispiratrice: natura animale, colombe, falchi, gatti, cavalli, pesci e natura umana con i drammi, le guerre, le emigrazioni (Lampedusa), la generosità (Solidarietà), ma spesso anche con una desolante solitudine esistenziale (Ombra). Le vigorose sculture di Berardi ripropongono con originalità la libertà artistica sovvertitrice delle regole che ha contrassegnato la rivoluzione cubista all'inzio del secolo scorso. Costituite da curve melodiche oppure da incavi profondi che captano la luce e da linee di forza che irrompono nello spazio, le sue opere sempre intendono ripristinare i fondamentali valori etici dell'espressione artistica. "L'oggetto dell'arte- asseriva il grande scultore Alberto Giacometti- non è riprodurre la realtà visiva, ma creare una realtà della stessa intensità". Scultore per vocazione, da quando ha insegnato all'Accademia di Belle Arti di Roma anche la pittura e la ricerca grafica rappresenteranno per lui un'inclinazione mai spentasi.




Vito Berardi, Ombra, bronzo, 45x9x7,5cm. 1984

V. Berardi, Medaglia ufficiale della mostra "I Normanni, popolo d'Europa", bronzo, cm.5, 1994. Palazzo Venezia, Roma




Solidità plastica e gusto della forma, plasmata con la fatica fisica e con la caparbia di un forte temperamento, si coniugano nell'Artista molisano per creare volumi equilibrati ed essenziali nel solco di un gusto di stilizzazione che evoca la scultura picassiana. Nelle sue opere il plasticismo di origine mediterranea trova un collegamento con l'austerità dell'arte romanica e con la solennità della scultura protogotica, anche nelle figure di animali. Una sorta di rudezza formale, infatti, non è immune dal fascino delle passate culture, dal momento che la sua è un'arte anti-edonistica che affida priorità alla comunicazione espressiva rispetto al concettualismo dell'immagine. Il percorso artistico di Vito Berardi si è dispiegato nel tempo attraverso una figurazione essenziale, modulata dalla linea e sostanziata da un rinnovato senso dello spazio. L'analisi e la sintesi, metodi dell' Avanguardia cubista, Berardi le impiega per avviare un'indagine dell'animo umano che parta dalle radici più profonde del sentimento. Nel lungo percorso artistico che arriva fino ad oggi la sua ricerca si mantiene costantemente focalizzata sui temi che affliggono l'umanità contemporanea, come l'urgente necessità di salvaguardare il pianeta e le sue creature: in "Preservare la specie" due mondi e modi opposti di vivere si affrontano separati da una nera cesura obliqua!

V. Berardi, Preservare la specie, legno e pietra,
cm.210x90x8. Troia, Puglia




Berardi, studio per fontana, legno e pietra, cm.48x12x12, 2024



L'interesse per il rapporto figura-spazio è costante nelle sue creazioni: la forma, costruita per convessità e concavità, con alternanza di pieni e vuoti, fa sì che il vuoto divenga anch'esso volume, mentre la figura, ansiosa di partecipare alla realtà della vita, s'immerge nell'ambiente circostante, descritto da prospettive incrociate. Nella ricerca di una sintesi espressiva tra apparenza reale e significato intrinseco, Berardi ha percorso un cammino di rigorosa semplificazione formale, ove sono riconoscibili i segni della rivoluzionaria esperienza plastica europea del '900: l'essenzialità di Ossip Zadkine, la ieraticità delle sculture di Henry Laurens, la vigoria totemica di Jacques Lipchitz. La potenza del suo gesto plastico è capace di trasfigurare la realtà esterna, mentre l'energica modellazione costruisce forme che aggettano, tormentate dal gioco dei piani offerti all'azione della luce. Le sue teste scavate nella pietra, dai volti potenti e squadrati come antiche sculture maya, sono costruite con piani che creano ombre profonde invadendo lo spazio circostante con opposte tensioni (Testa e I volti dell'uomo). Mai pago della ricerca, approcciata con successo anche nel settore della medaglistica, Vito Berardi ha saputo immergersi senza preclusioni nel variegato mondo della creatività, dalle fantasiose fontane ricche di colore, ai piccoli soprammobili stilizzati fino ai gioielli in argento di gusto geometrico, sempre tenendo fede al proprio stile incisivo ed evocativo. Una vita dedicata all'arte!


Berardi, Solidarietà, bronzo, cm. 48x30x20, 1970





Berardi, Il bacio, legno, cm.78x29,5x2. 1982



Berardi, Lampedusa, alluminio, cm.150x86x16, 2016





V. Berardi. Angelo annunciante, legno e ottone, 160x140, 1988. Chiesa di Santa Margherita, altare. Cappadocia (AQ)



Cenni bografici
Nato nel 1943 ad Acquaviva d'Isernia, dopo gli studi artistici dal '67 al '68 ha insegnato all'Accademia di Belle Arti di Roma come assistente dello scultore Venanzo Crocetti; già docente di Discipline Plastiche al Liceo Artistico "Caravillani" di Roma, dal '69 ha iniziato la sua attività espositiva con personali e collettive, poi proseguite non solo in tutta Italia, ma anche in America, in Pennsylvania, nelle città di Monroeville nel 1973 e di Pittsburgh nel 1974. Pur restando austeramente appartato dal sistema odierno dell'arte per ragioni ideali, continua la sua attività di scultore lavorando con tutti i materiali, dall'alluminio alla pietra, dal cemento al legno al bronzo, producendo opere anche di grandi dimensioni, come il suo famoso "Cavallo", in legno e metallo, a dimensioni naturali! Rinomato medaglista, ha ideato e fuso in bronzo opere che si conservano presso il Medagliere Numismatico dei Musei Vaticani in Roma e nel Cathedral Museum di Medina a Malta; nel '94 ha creato la Medaglia commemorativa ufficiale per la mostra "I Normanni, popolo d'Europa" (sopra riportata ), svoltasi a Roma a Palazzo Venezia. Vive e lavora nella Capitale.

vitoberardi@live.it



Bruna Condoleo, storica dell'arte, giornalista, curatrice di mostre e di cataloghi d'arte



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