Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
   
Rivista bimestrale - Anno V - n.18 - Primavera 2009
FULMINI e SAETTE  



LA POSTA

Questo spazio, messo a disposizione dei nostri lettori, intende tuonare contro l'omologazione del cattivo gusto, l'inciviltà, l'abusivismo e la negligenza delle autorità preposte alla tutela dei Beni Culturali ed ambientali.


Courbet: teoria ...inutile!

Lo studioso francese Thierry Savatier, nel nuovo libro dedicato all’analisi dell’opera di Gustave Courbet “L’origine del mondo”, fa un’ipotesi, a mio avviso assurda, oltreché inutile alla comprensione dell’opera. Egli sostiene che la donna ritratta, o meglio quello che si vede di lei (le parti più intime in primo piano), potrebbe essere una donna incinta di sei mesi! L’ipotesi sembrerebbe confermata da alcuni medici, ma io mi chiedo: ammesso e non concesso che questa tesi sia plausibile, cosa aggiungerebbe alla bellezza del quadro? Non sarebbe più giusto e doveroso lasciare un po’ di mistero attorno a capolavori del genere, che da queste supposizioni vengono soltanto involgariti e resi meno affascinanti?

Ivano L. da Siracusa



I Bronzi di Riace non si spostino!!

Siamo stufi noi calabresi di essere utilizzati soltanto quando conviene ai politici di turno! Dopo anni di proclami di segno opposto da parte delle Soprintendenze, ecco la notizia che i Bronzi di Riace saranno portati in Sardegna per il G8. Ciò non ci va affatto: nessuno considera le ragioni del Sud, malgrado non abbiamo strade, lavoro, risorse, ma tutti sono pronti ad approfittare delle situazioni per opportunismo! Lasciateci almeno il privilegio della cultura che qui è nata 25 secoli or sono e che qui vogliamo la gente "venga a vederla"! Che si facciano pure due belle copie, come per il Marco Aurelio (se ci sono soldi da buttare!), se proprio ci tengono i nostri politici a fare bella figura a spese dei cittadini, e lascino dove è giusto che siano le opere d'arte faticosamente conquistate all'ingordigia dello stato! Un calabrese, come tanti, inc..avolato.

Luigi R. da Reggio Calabria



Una chiesa del I secolo d.C. !

Ho letto che in Giordania, a Rihab, sono stati scoperti i resti di una primitiva chiesa cristiana del I secolo d. C., ma la notizia non ha avuto il risalto dovuto sui media. E' stata definita una “pietra miliare” della storia dell'architettura cristiana nel Medio Oriente, ma nessuna foto né reportage giornalistico o televisivo sul ritrovamento! Perché questa indifferenza per scoperte così importanti, sia dal punto di vista storico archeologico che religioso??

Nunziata R. da Cosenza



Il velodromo di Roma

Dopo quasi 50 anni è morto a Roma il più bel Velodromo d’Italia, quello progettato da Pier Luigi Nervi per le Olimpiadi del ’60! Venduto al Coni nel 2000, sui suoi “resti” è stato progettato un Aquatic Center privato; nel luglio 2008 il Velodromo è stato fatto saltare con la dinamite mentre nessuna Autorità è intervenuta per salvarlo né per salvaguardarne l’importante struttura architettonica. Uno scandalo attuato “in sordina”, che pochi conoscono, ma che è una vera Vergogna!!

Pasquino L. da Ostia (Roma)



I falsi nei musei!

In un articolo pubblicato su “Oggi” (giugno 2008), in Sgarbi Settimanali, Vittorio Sgarbi metteva in evidenza un problema allarmante quanto fastidioso: i falsi presenti nei musei del mondo. Il critico citava esempi di falsi antichi e recenti, alcuni da poco scoperti al British Museum di Londra, e si poneva giustamente la domanda se sia giusto non indagare “scientemente” sull’autenticità di importanti esemplari artistici soltanto per compiacere al volgare business! E’ o non è una presa per i fondelli nei confronti del pubblico (pagante, per giunta!) quella di esporre come esemplare antico un’opera del secolo scorso oppure un reperto archeologico assemblato con pezzi di risulta di vari secoli?

Giosetta F. da Forlì




Il Foro Italico  a Roma

Sono romano e tra le mille opere architettoniche della Capitale, voglio segnalarne una, il complesso del Foro Italico, opera del geniale architetto razionalista Luigi Moretti, ma non adeguatamente valorizzata per la sua bellezza. Vorrei, infatti, segnalare il degrado in cui versa parte dell’edificio, sia all’esterno (dove c'è anche un ampio parcheggio), sia in alcuni ambienti interni, come la sala chiamata “Palestra del Duce”, che viene usata ( a mio avviso malamente) per conferenze. In effetti pochi la conoscono, ma soprattutto così com’è arredata, congestionata e mimetizzata da sedie, tavoli ed oggetti vari, è difficile goderne dell’armoniosa architettura. Potrebbe essere utilizzata, una volta riportata allo stato originario, come sala per esposizioni d’arte temporanee, ad esempio. Il mio appello è dunque: il Ministero dei Beni culturali, con opportuni stanziamenti, recuperi questo gioiello architettonico che il mondo ci invidia, a torto tanto trascurato!

Vincenzo D. da Roma


 



Roma: il Foro Italico
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